Il riposo del guerriero

Oltreilcancro

Hai combattuto con coraggio, con grinta, con ironia.
Hai lasciato il campo con onore, a testa alta, consapevole di avere fatto e dato tutto il possibile.
Ci hai lasciato bellissime parole, piene di spirito e di saggezza.
Ci resta il tuo ricordo. Resta il rimpianto di non averti avuto accanto più a lungo. Restano le lacrime e un dolore che non se ne va.
Ora riposa, Alessio, la tua guerra è finita.
Ciao, troppo giovane amico.
Ciao guerriero, non ti dimenticheremo

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Ogni giorno ha la sua pena

Non ho fatto in tempo a scrivere un post liberatorio, ad essere felice per la mia Tac negativa e la ”promozione” al controllo semestrale, che una nuova tragica notizia si è abbattuta sulla nostra piccola comunità di cancer-bloggers: ieri mattina, 5 agosto è mancato Gabriele un dolcissimo ragazzo di 20 anni, che ha combattuto contro la bestia terribile, inutilmente purtroppo, da quando non ne aveva che sedici.
Per molte di noi poteva essere un figlio, per altre un fratello minore, e la sua perdita è per noi tutte un lutto pesante, ci toglie un po’ di speranza nel futuro.
Alla sua famiglia che non conosco va il mio pensiero più affettuoso in questo momento di indicibile dolore per due genitori. Gabriele amava la cultura classica, e lo saluto coi versi di Marziale: la terra ti sia lieve…

Adolescenza

Il titllo di questl post rachiude già il senso di ciò che vorrei scrivere. L’adolescenza prolungata di mia figlia mi sta mettendo a dura prova. Qui è tutto un “cosa volete sapere voi?”, “fatti i c… tuoii”, “siete imbarazzanti” e bia a sbuffare, alzarsi da tavola prima del dovuto, e soprattutto pretendere, pretendere, pretendere.

Tutto è dovuto, niente si deve ottenere con qualche sforzo, autocompassione e vittimismo sono la risposta a qualsiasi diniego  (o anche solo ragionevole dubbio). Quando finirà ? Spero che il diciottesimo anno si compia e che ne usciamo prima o poi, perché io di fare la vittima predestinata della vampirella non ne posso davvero più.  Ormai mi sento una specie di Cinderella, che deve pulire, sfamare, trasportare la signorina che non ci mette mai nemmeno un po di buona volontà.

Ma forse la cosa che mi sconvolge realmente è che sino a ieri ero una giovane mamma la cui angioletta bramava solo abbracci e coccole mentre ora se solo mi avvicino scalcia 😦

Che brutta cosa invecchiare e che tristezza…

SCRIVERNE FA DAVVERO BENE SOPRATTUTTO A CHI LEGGE

Sono stata alla presentazione del libro di Giorgia ed è stato davvero un bellissimo pomeriggio quello di  Modena . Conoscere di persona dopo tanto tempo le mie amiche bloggheresse è stata una grande emozione. Un bel libro, da leggere quello di Giorgia Biasini, che consiglio a tutte e soprattutto a tutti. Le storie delle nostre amiche di blog, storie che noi abbiamo condiviso giorno per giorno, ri-raccontate da Giorgia si mostrano in tutta la loro bellezza, rivelano la forza straordinaria di queste donne combattenti, che hanno utilizzato la scrittura come una delle terapie necessarie a superare la malattia, a conviverci o almeno a vivere con essa. Grazie Giorgia per aver raccontato queste storie e grazie alla tua editrice, una vera forza della natura che ci ha conquistati tutti. E adesso però, vogliamo da te un bel romanzo, possibilemnte a lietissimo fine 🙂

3 anni un’eternità

Sono passati tre anni.

Tre anni da quel Marzo crudele nel quale sono prima sprofondata nel terrore, anzi panico, e poi, lentamente, dopo le operazioni e l’inizio delle cure, ho ripreso a vivere. Dopo tre anni si può tentare un bilancio di questa esperienza, credo: prima di tutto debbo ammettere che la mia vita è cambiata, davvero, e che non è solo retorica quando si afferma che la malattia ti cambia. Nel 2010 vivevo un po’ di corsa, facevo molte cose, senza in realtà decidere mai cosa fosse più importante, prioritario, rispetto al resto. Scuola, università, ricerca, politica, famiglia, amici, ma cosa veniva prima? Di colpo il fattore C ha posto la Mia Vita al primo posto, ha spazzato via ogni altra preoccupazione. Prima la salute, si dice, ed è vero.

Riguardando a quei giorni, settimane, mesi, del 2010, vedo una me che pur di non darla vinta alla malattia mi attaccavo a tutto: mi sono fatta dimettere mezza giornata prima per poter votare per le elezioni regionali (l’ospedale era fuori regione), cosa che non è in sè importantissima, ma che allora mi parve indispensabile; il giorno prima del secondo intervento andai a terminare la ricerca per un saggio che stavo scrivendo, perchè temevo che non avrei più potuto finirlo, “dopo”, e uscita dalla biblioteca mi comprai il pigiama per l’ospedale…

Del tutto indipendentemente dalla malattia, o forse a causa della stanchezza, della preoccupazione, a fine maggio mi ruppi un piede (i miei 4 lettori lo sanno bene, sf…a!) e, armata di sedia a rotelle prima e poi di stampelle, mi sono fatta tutti gli esami di terza media, come non potessi mettermi in malattia come tutti! Appena tolto il gesso, ancora dolorante e in preda agli effetti delle cure ormonali, ho ritardato la radioterapia ma non ho rinunciato a un viaggio a Bruxelles coi ragazzi, dal quale sono tornata fisicamente distrutta ma felice.

Oggi mi chiedo il perchè di quest’ansia di vita, e non basta dire che temevo di non poter più fare tante cose, era forse per non fermarmi a pensare, a prendere in mano la situazione, a rifletetre su quel che stava succedendo.

Poi i due anni di punture, i tre di menopausa indotta (ebbene si, ora è terminata!), le vampate, la stanchezza, l’astenia, l’insonnia. Il cambio definitivo di lavoro, la scelta della scuola per intero, il riconoscimento dell’invalidità a causa dello svuotamento. Oggi la mia vita è molto diversa da tre anni fa, non ho mai passato tanto tempo in casa, a riposare, a cucinare, a fare giardinaggio. Tutto ha assunto una dimensione diversa, relativa, sento che la cosa importante è stare bene, prima di tutto con me stessa, con la mia famiglia e il Grande Baffo, occupandomi del mio piccolo mondo: la casa, la scuola, la comunità in cui vivo. “Répondit enfin Candide: il faut cultiver notre jardin” (Voltaire).

Tutti promossi (o quasi!)

Ed eccoci alla fine di questa tornata di esami anomala, segnata per tutti, docenti e studenti, dall’ansia causata dal terremoto. Loro, i ragazzi, sono stati anche questa volta meglio di quanto noi li immaginiamo. Sono stati puntuali, sono tornati da Roma, dalla Calabria, dalle località nelle quali sono tutti sfollati, per sostenere il loro esame. Emozionati il giusto, tutti improvvisamente cresciuti, tutti con la voglia di raccontarci le loro giornate strane, i piccoli e grandi gesti di una quotidianità nuova. E così siamo sfollati, noi e loro, in una scuola nuova ed estranea, che per una settimana è diventata la nostra, abbiamo pranzato nella tenda della protezione civile, ci siamo dati orari ed informazioni su Facebook. Ed oggi è tutto finito, tutti promossi gli ammessi all’esame ( ma non tutti ammessi…), qualcuno ha usufruito di un ”bonus terremoto” senza il quale, forse, le cose sarebbero state un po’ diverse. Ma in generale sono stati bravi, quasi tutti senza libri, senza casa, sono riusciti a prepararsi su alcuni argomenti e a trasformare, loro e noi, quello che poteva essere un esame-burla in un passaggio vero e dignitoso della loro formazione scolastica. Credo che nessuno di loro dimenticherà la strana estate del 2012, “quando dovevamo fare l’esame  e c’è stato il terremoto”…

Bravi ragazzi, auguri per la vostra vita e buona strada!

Un inno alla vita

E’ un inno alla vita il matrimonio di Anna-staccato-Lisa e “qualcuno”! Un inno alla forza dell’amore che vince contro tutto, contro il male, contro la precarietà delle condizioni di salute. Che Anna fosse una gran donna noi bloggers lo avevamo capito da un pezzo, ma oggi tutto il mondo lo sa e può vedere il suo fantastico matrimonio qui. Tanti auguri Anna Lisa e Andrea, voi siete veramente il più grande miracolo dopo il big bang!!!

cuoridanzanti

Amarezza

Sono amareggiata  e triste, tocco con mano ogni giorno di più l'inutilità dei miei sforzi di impegno nella vita civile, vedo continuamente la piccolezza e la cattiveria delle persone usate come clave per colpire. Non ho più comprensione da dare, non ho più pazienza. Se il cancro mi ha insegnato qualcosa, è proprio che non si può perdere tempo. Molti non meritano il mio tempo.

e la nave va

Infine la scuola è cominciata, martedi 14 e nella baraonda di questi giorni nei quali abbiamo dovuto organizzare la scuola tagliuzzata da Maria Star senza pietà. Quella donna è peggio di Crudelia Demon
e' cominciato anche il liceo per la mia non più piccola peste, ormai una splendida ahimè ragazza!
Io mi sto rendendo conto soltanto ora di tutto quello che ho attraversato quest'anno e della forza che ho dovuto tirar fuori per resistere ed arrivare a questo settembre dolce e caldo in cui sto recuperando me stessa. Ho anche ripreso a dormire, (eureka!) non so se sia la stanchezza che batte l'insonnia da tamoxifene (più che la chimica potè il lavoro..) o sperare che il mio corpo si stia abituando ai nuovi ritmi. La ferita sta pian piano schiarendo e se non fosse per quel centimetro in cui mi è rimasto un difetto (una specie di avvallamento, come se mi avessero dato una ditata) dovuto alla difficoltà di cicatrizzazione e di drenaggio, non si vedrebbe quasi più. In compenso ogni tanto sento dolori e crampi, ma il dottore dice che li avrò sempre… grunt!
E' difficile voltare pagina, anche se tutto dice che è possibile, forse conviene lascioare che il tempo semplicemente passi, dolcemente come una nave sul mare tranquillo.

Check point one (1)

E con l'arrivo di settembre e del fresco se ne è andato anche il primo giro di controlli, tutto bene. E allora? allora c'è che le vampate di calore mi stanno sciogliendo, che dormo poco e male e che sono di umore grigio a pallini neri uffaaaa !!! E comunque lunedì ricomincia la scuola, stessa scuola stesse pesti anche quest'anno, e nuove pesti in aggiunta, e soliti colleghi un po' psyco, e nuovi anche peggio: insomma è autunno è tempo di migrar !!! Buon anno scolastico a tutte quelle che in qualche modo sono coinvolte, come genitori, studenti, lavoratori !!!