Repetita iuvant?

Ripetere è utile, dicevano gli antichi, e senz’altro nello studio è così, ma ci sono ripetizioni delle quali si farebbe volentieri a meno… domani ripeterò la simpatica esperienza della colonscopia, un controllo a tre anni di distanza dall’effettuazione dello stesso esame. Allora era stato individuato un piccolo ospite indesiderato, prontamente rimosso. La profilassi prevede la ripetizione a tre anni di distanza anche in assenza di sintomi…lo screening, la prevenzione e bla…, bla, bla…; questa volta non ne ho paura, so come funziona, ma mi si perdonerà se non ne ho la minima voglia ! E della preparazione preliminare ancora meno…. e il fatto che la data coincida con quella dell’anniversario della scoperta del mio cancro al seno, sette anni fa ( curioso come il tempo passi… mi sembra davvero ieri…), mi piace meno meno meno ! Fare un lungo respiro…. inspirare… espirare… ohmmmm!!!

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Nuove attese vecchie ansie

“Signora secondo me non c’è nulla, ma per sua tranquillità psicologica se vuole fare un passaggio con la Tac…” così parlò il vecchio radiologo di grande esperienza, che non voleva smentire del tutto il giovane collega che ha notato lo “pseudo nodulo” e non può nemmeno scommettere sull’assenza di qualsiasi anomalia nella mia lastra rx.
“Decida lei” aggiunge, e io mi sono sentita come quando è nata la figlia e avevo rotto le acque alle 10 di sera, non avevo più contrazioni né spinte e l’ostetrico di turno mi propose di scegliere tra fare subito il cesareo o attendere il mattino dopo: “decida lei” disse e io, decisionista come sempre, dissi: “tagli!”
E così anche ieri ho scelto io, e ho già prenotato una bella tac per venerdì prossimo, con annessa dose di radiazioni, ma a noi ormai le radiazioni ci fanno un baffo dopo 36 dico trentasei sedute di radioterapia, no? 🙂
E così per ora ringrazio tutte per la solidarietà e gli incroci, pare funzionino quindi vi chiedo un po’ di pazienza sino alla settimana prossima, e poi speriamo di andare tutti in ferie un po’ più leggeri di spirito: io intanto, a scanso di equivoci e anche un po’ per scaramanzia, ho prenotato le vacanze !!!

Un giorno credi…

Sono passati più di 4 anni dal 1 marzo 2010, quando ho incontrato il fattore C, e dopo tutto questo tempo ti capita di credere di essere a posto, dopo tutti questi anni di controlli e cure ti capita di sentire di essere quasi fuori dal tunnel, di credere avercela fatta insomma.
E poi fai sorridendo il controllo semestrale, sei così tranquilla che lasci passare una settimana prima di passare a ritirare il referto, tanto il tecnico della radiologia ti ha detto di stare tranquilla dopo l’ecografia e la lastra ai polmoni è solo routine…E invece, quando apri la busta, ti trovi un ”sospetto di pseudo nodulo al polmone destro”, proprio nella posizione in cui da due settimane senti un dolore penetrante, che credi posturale e per il quale fai ginnastica e fisioterapia… e il sole, che oggi era finalmente caldo dopo giorni di pioggia, si spegne di colpo. Un gelo scende nel cuore e la richiesta per una Tac di controllo ti fa tornare indietro, a 4 anni fa, e pensi solo che devi ricominciare tutto da capo, indagini, diagnosi, cure… E ti aggrappi a quello “pseudo” che potrebbe fare la differenza: la differenza con una “pseudo”-vita, una “pseudo”-guarigione, uno “pseudo”-cancro.
Perché per noi che ci siamo passate, un’analisi non è mai di routine, un controllo non è mai tranquillo, un esito non è mai scontato e il giorno in cui credere davvero di esserne fuori non viene mai.

Un lungo silenzio

Mi rendo conto oggi che da mesi un lungo silenzio mi ha tenuta lontana da queste pagine, ma a volte vi è la necessità di tacere, di non condividere i pensieri quando fanno troppa paura.

Pochi giorni dopo l’addio a Wide un semplice test al quale mi ero sottoposta nel quadro degli screening dell’Asl per la prevenzione dei tumori, ha rivelato la presenza di sangue nell’intestino e la necessità di eseguire una colonscopia completa per escludere la presenza di una neoplasia. Avevo eseguito il test come una brava cittadina che accoglie tutte le proposte della sanità pubblica e realizzare di colpo che invece dietro le analisi preventive potevano esserci davvero delle patologie mi ha lasciata impietrita.

La telefonata dell’ospedale, giunta pochi giorni prima di Natale, mi ha fatto trascorrere delle feste angosciate e poco serene, anche perchè ho evitato di avvisare chiunque, non avevo voglia di solidarietà, pietà, racconti sui parenti vicini e lontani che si erano già sottoposti allo stesso fastidioso esame. Ne ho parlato solo con le mie amiche bloggers, ma non su queste pagine, troppo grande l’angoscia che mi prendeva lo stomaco pensando alla possibilità di dover ricominciare tutto daccapo, per poterne scrivere pubblicamente.

Infine la scorsa settimana l’esame, del quale non so dire granchè perchè con la “leggera sedazione” somministratami ho dormito della grossa tutto il tempo 🙂 ma la cosa importante è che non c’era quasi nulla, l’istologico speriamo lo confermi, ma per ora posso stare (quasi) tranquilla.

Nei giorni scorsi infine le analisi semestrali di routine mi hanno promosso per altri sei mesi, e decretato l’inizio della menopausa vera dopo i tre anni di quella forzata ! E quindi da inizio anno addio al Tamox e ai suoi colpi di calore, all’insonnia e ai gonfiori e vai con l’inibitore dell’aromatasi, un po’ più blando.

Tutto per il meglio? Non lo so, io so che nel 2010 avevo 47 anni, ero giovane, nel pieno della maturità e della vita, piena di forza. Ora è come se mi svegliassi dal sonno della Bella addormentata, trovandomi però in un’altra parte della vita, più vicina a mia madre che a mia figlia, passata attraverso un fuoco che ha bruciato desideri e aspettative, ambizioni e progetti, lasciandomi solo il desiderio di poter vivere tranquillamente, il più a lungo possibile, accanto alle persone che amo. Non credo sia poco.

Tutti promossi (o quasi!)

Ed eccoci alla fine di questa tornata di esami anomala, segnata per tutti, docenti e studenti, dall’ansia causata dal terremoto. Loro, i ragazzi, sono stati anche questa volta meglio di quanto noi li immaginiamo. Sono stati puntuali, sono tornati da Roma, dalla Calabria, dalle località nelle quali sono tutti sfollati, per sostenere il loro esame. Emozionati il giusto, tutti improvvisamente cresciuti, tutti con la voglia di raccontarci le loro giornate strane, i piccoli e grandi gesti di una quotidianità nuova. E così siamo sfollati, noi e loro, in una scuola nuova ed estranea, che per una settimana è diventata la nostra, abbiamo pranzato nella tenda della protezione civile, ci siamo dati orari ed informazioni su Facebook. Ed oggi è tutto finito, tutti promossi gli ammessi all’esame ( ma non tutti ammessi…), qualcuno ha usufruito di un ”bonus terremoto” senza il quale, forse, le cose sarebbero state un po’ diverse. Ma in generale sono stati bravi, quasi tutti senza libri, senza casa, sono riusciti a prepararsi su alcuni argomenti e a trasformare, loro e noi, quello che poteva essere un esame-burla in un passaggio vero e dignitoso della loro formazione scolastica. Credo che nessuno di loro dimenticherà la strana estate del 2012, “quando dovevamo fare l’esame  e c’è stato il terremoto”…

Bravi ragazzi, auguri per la vostra vita e buona strada!