Sarà di nuovo Natale (e festa tutto l’anno)….

Un altro Natale è quasi arrivato e sento davvero il bisogno di festeggiare con le persone a cui tengo. Ho voglia di stare in compagnia, di ridere e di sfuggire la solitudine. Mi è sempre più difficile stare sola, l’ansia che mi prende alla gola è sorella della solitudine. E io non la voglio, Perciò cucino, preparo e organizzo. In attesa di un nuovo anno che qualche timido segnale ci annuncia migliore. Prosit!

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2012

Benvenuto 2012,  benvenuto anno nuovo,  ci piace immaginarti come un bimbo, ricco di speranze, aspettative. La realtà, lo sappiamo, è diversa: ogni anno si porta dietro il fardello che gli ha caricato sulle spalle quello vecchio, nulla può mutare all’improvviso al rintocco della mezzanotte. Eppure ogni anno continuiamo ad augurarci che sia un buon anno, il nuovo, che ci porti qualcosa di bello, che ci faccia più ridere che piangere, più gioire che soffrire.

E allora vi auguro Buon anno nuovo con le parole del grande Giacomo:

“Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere”
Vend. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi?
Pass. Almanacchi per l’anno nuovo?
Vend. Sì signore.
Pass. Credete che sarà felice quest’anno nuovo?
Vend. O illustrissimo, sì, certo.
Pass. Come quest’anno passato?
Vend. Più più assai.
Pass. Come quello di là?
Vend. Più più, illustrissimo.
[…]
Pass. Non vi ricordate di nessun anno in particolare, che vi paresse felice?
Vend. No in verità, illustrissimo.
Pass. E pure la vita è una cosa bella. Non è vero?
Vend. Cotesto si sa.
Pass. Non tornereste voi a vivere cotesti vent’anni, e anche tutto il tempo passato, cominciando da che nasceste?
Vend. Eh, caro signore, piacesse a Dio che si potesse.
Pass. Ma se aveste a rifare la vita che avete fatta nè più nè meno, con tutti i piaceri e i dispiaceri che avete passati?
Vend. Cotesto non vorrei.
Pass. Oh che altra vita vorreste rifare? La vita c’ho fatta io, o quella del principe, o di chi altro? O non credete che io, e che il principe, e che chiunque altro risponderebbe come voi per l’appunto; e che avendo a rifare la stessa vita che avesse fatta, nessuno vorrebbe tornare indietro?
Vend. Lo credo cotesto.
Pass. Nè anche voi tornereste indietro con questo patto, non potendo in altro modo?
Vend. Signor no davvero, non tornerei.
Pass. Oh che vita vorreste voi dunque?
Vend. Vorrei una vita così come Dio me la mandasse, senz’altri patti.
Pass. Una vita a caso, e non saperne altro avanti, come non si sa dell’anno nuovo?
Vend. Appunto.
Pass. Così vorrei ancor io se avessi a rivivere e così tutti. Ma questo è segno che il caso, fino a tutto quest’anno ha trattato tutti male. E si vede chiaro che ciascono è d’opinione che sia stato più o di più peso il male che gli è toccato che il bene; se a patto di riavere la vita di prima con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rinascere. Quella vita ch’è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll’anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?[…]
G. Leopardi