Non ho parole

Non ho parole migliori da usare oggi di quelle di Zia Cris e ve le lascio

https://ziacris1.wordpress.com/2017/10/07/di-nuovo-2/

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Good news and be calm !

Gli ultimi mesi sono stati pesanti, pervasi da una profonda tristezza causata anche dalla perdita di amici cari e congiunti, un’estate calda, afosa, attraversata da brutte notizie. Cammini che si interrompono, fili che si spezzano di colpo. E poi amiche che di nuovo debbono confrontarsi con la malattia, ogni volta un colpo al cuore: “e se capitasse anche a me?” Quella parola “recidiva” che nessuna di noi vorrebbe sentir pronunciare, quella parola che non riusciamo nemmeno a pensare.

Ho atteso la ripresa della scuola con un senso di liberazione, sperando in un ritorno alla normalità, alla banalità della vita quotidiana, e alle sciocchezze delle classi e della sala insegnanti. E invece no, subito il primo giorno, la parola “recidiva” e una collega assente all’appello. Volevo urlare.

E dopo pochi giorni un’altra, qualcosa non va, non sappiamo ancora bene cosa, ma l’assenza intanto si prolunga. E tratteniamo il respiro.

In mezzo a tutto questo i miei controlli, fatti a fine agosto con tranquillità ma sempre con quel retropensiero nell’ltimo angolino della mente “e se..?”… e il nuovo radiologo troppo scrupoloso che ipotizza strane irregolarità negli esami, mi costringe a ripetere la lastra ai polmoni e mi regala un altro po’ di stress.

Ohm……… non c’è nessuna pratica rilassante che funzioni stavolta, è troppa la tensione intorno, e l’oncologa che non chiama e non mi conferma l’appuntamento. Il cup dice che non ho urgenza, è routine, e vuole darmelo a gennaio…. io a gennaio non ci sarei arrivata sana di mente con questi presupposti…. ohm….. alla fine l’oncologa chiama, va tutto bene ma mi vuole vedere. Appuntamento il 26 settembre, ritagliato tra altri, mi rendo conto che dovrò avere pazienza, ma due ore di ritardo e il suo brusco approccio non mi mettono di buon umore !

Alla fine va davvero turro bene, e mi consiglia di distrarmi, fare qualcosa per me, rilassarmi, sono troppo tesa….. ma il pensiero di avere contribuito anche lei un pochino, ma solo un pochino al mio stress non la sfiora ?!? …..Ohm…..

Uomini e donne

Avere cinquant’anni è molto diverso se sei un uomo o una donna. Noialtre dobbiamo affrontare la menopausa, il confronto con le figlie grandi che ci rimandano l’immagine della giovinezza mentre noi invecchiamo, il confronto con le nostre madri che vediamo invecchiare e ci rimandano l’immagine del nostro futuro. Ci ritroviamo con armadi pieni di vestiti troppo giovanili, e soprattutto stretti in vita quando fino allo scorso anno ci stavano bene, e di colpo troppo scollati, e mostrano certe pieghine e rughette della pelle, che sino a poco fa era così compatta…

I maschi, invece, si comprano la moto, e se ce l’avevano già la cambiano, e cominciano  a girare in branchi di motociclisti tutti pari età, pari baffi o barbe brizzolati, grandi birre, entusiasmi da bambini. O si comprano la mountain bike e il resto uguale. O l’auto sportiva, o la vespa, o il suv. Tornano ragazzi, credono di avere quindici anni.

E noi ci ritroviamo coi figli grandi, i genitori vecchi, i mariti rimbambiti, le amiche lasciate colpevolmente per strada in anni di dedizione alla famiglia, e tanta, tanta tristezza.

Up and down

Questi mesi sono un continuo su e giù di sensazioni ed emozioni, davvero up&down, ache difficili da riordinare in un discorso… cerco solo ora di scriverne, dopo l’enensima botta, per provare a fare luce nel buio, e un po’ d’ordine nel caos dei pensieri. I quattro amici che mi seguono ( e che non oso definire lettori) perdoneranno le sconclusionate riflessioni che cercherò di fare, ma il blog è per me prima di tutto.

Down: alcuni mesi fa, in modo un po’ casuale, sono riemersi ricordi di una fase problematica della mia adolescenza, nella quale ero fragile di salute e avevo dovuto sottopormi a terapie anche pesanti. Di colpo ho realizzato le paure che avevano dovuto provare i miei genitori, la loro preoccupazione nel vedermi crescere con difficoltà, e la voglia di cancellare tutto che per trent’anni mi ha fatto praticamente rimuovere quel periodo. Di colpo mi è tornato addosso tutto e in modo irrazionale mi sono sentita malata ( ma sono guarita da quella patologia !!), probabilmente ho traslitterato la paura di un ritorno del cancro in un’altra cosa, me ne rendo conto. Dopo questa specie di attacco di panico ho faticato a vincere sensazioni di soffocamento e di angoscia, a dormire senza aiutino.

Up: i risultati universitari della pargola mi hanno riportato in alto, mi hanno fatto sentire fiera ed orgogliosa, il suo progressivo acquistare autonomia mi inorgoglisce, ma al tempo stesso ahimè invidio la sua giovinezza, la sua vita ora, che forse scopro avrei voluto fare ancora, ma ormai sono fuori tempo massimo per la bohème !!!

Down: e poi, cattive notizie sulla salute di cari amici, uno colpito dalla bestia, in modo grave, e l’angoscia riprende il sopravvento, l’ansia attanaglia lo stomaco, e si ritorna nervosa, distratta, triste. Mi rendo conto di essere davvero pesante per mio marito e mia figlia,  cercano di distrarmi e rasserenarmi, ma anche di fronte ai paesggi più belli, ai loro sforzi affettuosi, mi prende l’angoscia. Un tuffo nel nulla, nel buio di un pozzo profondo.

Up: mi hanno convinto a organizzare una piccola festa per i miei 25 anni di matrimonio, siamo emozionati come due ragazzini e ci prendiamo un po’ in giro da soli, col dispiacere che tutti questi anni siano passati così rapidamente!

p.s.: tiriamoci su il morale, oggi stavo bene e ho preso una multa….

Fragilità

Mi sento di colpo fragile. Fragile a causa delle malattie, anche se superate. Fragile a causa dell’età che cambia, dell’emotività diversa. Fragile perché di colpo sono meno madre, e devo tornare a impostare la mia vita di adulta, tra adulti, senza cuccioli saltellanti intorno. Questo è il cambiamento più grosso, come nemmeno il cancro era stato. Proprio avere una figlia che cresceva mi aveva aiutato a superare la malattia, a guardare avanti sempre.

E ora è davvero partita, per studiare, come è accaduto a me e a suo padre tanti anni fa, e come speravo avvenisse. E mi manca un sacco… non credevo di essere così mammona! E fragilità è pensare che sono qui un po’ sola, con tutto il tempo per scrivere, e per pensare, macchinare nella mia testa possibili evoluzioni negative delle malattie e dei disturbi da nulla, immaginare dialoghi tristi di giorni futuri che forse non verranno…o forse si… fragilità è rendermi cono che la mia mamma ha ottant’anni, che non abbiamo più moltissimo da vivere insieme, e che non riusciamo a dirci quanto ci vogliamo bene e quanto abbiamo bisogno l’una dell’altra.

P.s.: le analisi sono andate bene, anche questa una dimostrazione di paranoia…

Repetita iuvant?

Ripetere è utile, dicevano gli antichi, e senz’altro nello studio è così, ma ci sono ripetizioni delle quali si farebbe volentieri a meno… domani ripeterò la simpatica esperienza della colonscopia, un controllo a tre anni di distanza dall’effettuazione dello stesso esame. Allora era stato individuato un piccolo ospite indesiderato, prontamente rimosso. La profilassi prevede la ripetizione a tre anni di distanza anche in assenza di sintomi…lo screening, la prevenzione e bla…, bla, bla…; questa volta non ne ho paura, so come funziona, ma mi si perdonerà se non ne ho la minima voglia ! E della preparazione preliminare ancora meno…. e il fatto che la data coincida con quella dell’anniversario della scoperta del mio cancro al seno, sette anni fa ( curioso come il tempo passi… mi sembra davvero ieri…), mi piace meno meno meno ! Fare un lungo respiro…. inspirare… espirare… ohmmmm!!!

Voglia di normalità

Ho lasciato questo blog un anno fa, pensando che ormai la fase della malattia conclusa, non mi fosse più necessario. Era stato parte della terapia, e ora la terapia stava finendo e avevo voglia, tanta di normalità, di banalità, di riprendere del tutto le vecchie abitudini… Da quell’ormai lontano 2010 sono cambiate molte cose nella socialità, Facebook e Twitter e poi Whatsapp e Telegram ci hanno reso più immediati gli scambi di idee, il passaggio di informazioni, e anche, (purtroppo?) il riversamento di emozioni, arrabbiature, nevrosi. Nel 2010 non era pensabile un’Italia nella quale le dimissioni del Presidente del Consiglio fossero annunciate prima su Twitter che in Parlamento! E anche nel nostro piccolo circolo di cancer-bloggheresse i social hanno preso spesso il posto del blog.

Meglio? Peggio? Non lo so, certo è diverso. Oggi come oggi so che dopo sei anni alcune di noi stanno ancora stabilmente comunicando con questo strumento, altre lo hanno via via abbandonato, altre ancora sono tornate alla scrittura dopo qualche tempo. Credo di appartenere a quest’ultima categoria: e allora ben tornato blog, benvenuto 2017 nuovo nuovo. E naturalmente, auguri !

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